veduta dell'interno della Gipsoteca Canoviana a Possagno

A Possagno, tra i capolavori del Canova

Una vacanza a Possagno, paese natale di Antonio Canova, rappresenta un viaggio fra perle d’arte immerse in panorami suggestivi.

Il Tempio Canoviano (1819-1832), dove l’artista riposa, è costruito su un’altura soleggiata che domina il paese e il paesaggio circostante, per cui il turista che arriva a Possagno, da qualunque direzione provenga, lo vede solenne, con la sua candida mole che si staglia netta sullo sfondo verde delle colline.
Nella costruzione si possono distinguere tre elementi architettonici, l’uno inserito nell’altro, come fossero parti armoniche di una ideale successione: il colonnato, che richiama il Partenone di Atene; il corpo centrale, assai simile al Pantheon di Roma; l’abside dell’altare maggiore, elevata di sei gradini rispetto agli altri due elementi, con evidente richiamo allo stile delle antiche basiliche cristiane.

Nel 1844 furono completati i lavori di costruzione e allestimento della Gipsoteca (“raccolta di gessi”) di Possagno, voluta dal fratello di Canova, il vescovo Giovanni Battista Sartori Canova, per poter ospitare tutte le opere conservate nello studio romano dell’artista.
Nel 1957, alcune opere trovarono una più adeguata sistemazione grazie ad un nuovo edificio, costruito dal grande architetto veneziano Carlo Scarpa (1906-1978).
Obiettivo del progetto era quello di valorizzare tutto il patrimonio canoviano non esposto, giacente nel deposito, e, soprattutto, predisporre un’opportuna esposizione per i bozzetti in gesso ed in terracotta. Scarpa riuscì a mettere in atto una scenografica rappresentazione nel disporre quegli assoluti capolavori d’arte coreograficamente e distribuendoli su lucidi livelli sfalsati, collocati all’interno di un involucro architettonico che – come scrisse Francesco Dal Co – “consente alla luce di filtrare dall’alto, col compito di dosare sul palcoscenico una stupefacente, mutevole luminosità, al cui servizio pone un apparato strutturale semplificato e sorprendentemente asciutto”.

Collegata alla Gipsoteca da un ampio Porticato retto da colonne, è la Casa di Antonio Canova , che accoglie il visitatore con un’ampio spazio verde, caratteristico per la sua struttura veneta, con aiuole di fiori e il Brolo (il frutteto), con alberi da frutto e alberi rari, delimitato da una splendida cancellata in ferro, oltre la quale c’é il Giardino.
Presso il Museo Canova è disponibile anche una Biblioteca che documenta ed approfondisce le opere d’arte custodite all’interno del patrimonio museale.

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